Da Valencia all’Andalusia: diario di viaggio nel sud della Spagna

Pubblichiamo volentieri il diario di viaggio di Martina Sansoni, che ha fatto il suo viaggio di nozze tra Valencia e l’Andalusia, toccando quasi tutte le tappe imperdibili di questa regione. Buona lettura!

Giorno 1: arrivo e viaggio verso Cordoba

Ponte romano cordoba struttura

Abbiamo noleggiato un’auto presso Hertz dell’aeroporto di Valencia e siamo partiti subito per raggiungere l’Andalusia. La prima tappa del nostro viaggio era Cordoba (a 500 km da Valencia) e prima di arrivarci abbiamo fatto un paio di tappe. Ci siamo fermati a Baeza e Ubeda, la prima per pranzo e passeggiata, la seconda per un giretto. Sono due cittadine patrimonio Unesco e meritavano una visita. Esse sono vicinissime l’una all’altra, circa 12/13 km e distano rispettivamente circa 150 km da Cordoba.

Siamo arrivati a Cordoba alla sera, nel bel mezzo delle processioni per la Semana Santa e siamo rimasti bloccati con la macchina nelle vie interne della città. Abbiamo raggiunto l’hotel, che era in pieno centro storico, verso le 23. Ci è servito da lezione… abbiamo imparato che durante la Semana Santa è fondamentale regolarsi su orario di arrivo e valutare posizione dell’hotel con più attenzione.
Durante questa settimana in tutte le città andaluse (la più famosa è la Semana Santa a Siviglia) vengono organizzate varie processioni ed ogni chiesa ha la sua. Quindi, fondamentalmente ogni ora e a volte anche con lasso di tempo inferiore, parte una processione e quando termina ne inizia un’altra. Ovviamente ciò comporta che il traffico venga fermato e addirittura interrotto per diverso tempo.

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Giorno 2: visita della città di Cordoba

Medina Azahara Cordoba info

Siamo andati alla meravigliosa Mezquita, al Palacio de Viana e al Puente Romano. La Mezquita, ovvero la grande moschea di Cordoba, oggi cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, è sicuramente il monumento che ci ha colpito di più. In essa si fondono il carattere dell’arte arabo-islamica e l’architettura gotica e rinascimentale dell’Andalusia.

Dopo aver visitato questi monumenti abbiamo iniziato a passeggiare “perdendoci” nelle vie della città, senza una meta precisa. Cordoba ci è sembrata è una città molto a misura d’uomo e piacevolissima da girare a piedi. Siamo rimasti colpiti dal profumo di fiori che aleggiava nelle vie della città. Ci sono molti alberi da frutto in fiore in primavera, che era il nostro periodo di viaggio.

Giorno 3: Spostamento verso Siviglia

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Siviglia dista da Cordoba circa 145 km. Il primo giorno abbiamo deciso di passarlo passeggiando per la città senza una meta precisa.
Siviglia è attraversata dal Guadalquivir e alla sera abbiamo deciso di prendere il Ponte di San Telmo per andare sul lato opposto rispetto a quello dell’hotel (che era lato cattedrale). Lungo il fiume si trovano un sacco di locali per bere e mangiare.

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Giorno 4: visita di Siviglia

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Il primo luogo che siamo andati a visitare è stato la magnifica cattedrale di Siviglia, che ci ha onestamente lasciato senza parole: un edificio gotico imponente in una bellissima piazza. La visita della cattedrale ci ha preso un po’ di tempo e ne è valsa la pena.
Successivamente, abbiamo deciso di passeggiare per il Casco Antiguo, il vero centro storico della città. Esso vanta edifici medievali e rinascimentali e qui vi si trova anche l’Alcázar, un forte reale moresco riconvertito in un sontuoso palazzo cristiano.

Nel Casco Antiguo,  e specialmente nel Barrio Santa Cruz, si trovano vivaci locali per pranzi e cene a base di tapas e spettacoli di flamenco. In questa zona della città si trovano anche laboratori di artigianato che vendono, tra le altre cose, le caratteristiche ceramiche della zona di La Cartuja. Un rammarico che abbiamo è non aver visitato la Plaza de España. A chi legge dico, non fate lo stesso errore!

Giorno 5: Italica e Cadice
italica siviglia come arrivare

Per il nostro tour dell’Andalusia avevamo deciso di fare prima entroterra, per poi spostarci man mano verso la costa.
La nostra tappa successiva era Cadice (circa 120 km di distanza), che si trova sulla costa occidentale. Prima di partire per raggiungerla abbiamo deciso di andare a visitare Italica, un’antica città romana che si trova a circa un quarto d’ora da Siviglia. È ora un sito archeologico gratuito per i cittadini europei ed è molto interessante, ricco di storia e di elementi architettonici romani. Anche avesse previsto il pagamento di un biglietto saremmo andati comunque.

Terminata la visita di Italica siamo partiti alla volta di Cadice, una bella città di mare dalla storia millenaria. Siamo arrivati nel pomeriggio ma ahimè non abbiamo fatto praticamente nulla se non prendere una stanza in un hotel: purtroppo causa probabilmente un’intossicazione alimentare sono stata molto male e non è stato possibile visitare la città.

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Giorno 6: visita di Cadice

Non essendo io ancora nel pieno delle forze non abbiamo fatto moltissimo. Abbiamo fatto una passeggiata per il centro di Cadice e sul lungomare. Ci ha molto colpito la presenza di moltissimi gatti sulle rocce della banchina. Siamo anche riusciti a visitare la bellissima cattedrale del XVIII secolo, che fu costruita fronte al mare.

Giorno 7: in viaggio verso Marbella

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Abbiamo lasciato Cadice e ci siamo diretti a Tarifa, famosa per essere il comune più meridionale d’Europa. Non si tratta di un lungo viaggio considerando che le due destinazioni distano circa 100 km l’una dall’altra. Tarifa è un melting pot di culture diverse e di personaggi particolari, inoltre è molto frequentata dai surfisti, che amano le sue coste battute dal vento. Una bella idea se ci si reca qui è organizzare una gita a Tangeri, sulla costa africana, le due cittadine distano solo 14 miglia l’una dall’altra! In giornate con cielo sereno, che capitano molto spesso a Tarifa, la costa africana è molto ben visibile.

La seconda tappa della giornata è stata Gibilterra, che è a circa un’ora da Tarifa. A mio avviso non si può non fare una visita in questo territorio, è un tuffo in Inghilterra! Gibilterra infatti è un territorio britannico, per entrarci si passa dalla pista dell’aeroporto e a seguito di un breve controllo dei documenti si entra nella colonia britannica. Qui tutto grida Inghilterra: i cartelli, i locali, le auto con la guida a sinistra. Sembra incredibile entrare in un territorio come questo trovandosi in Andalusia, eppure è così. La cittadina è dominata dalla splendida rocca, sulla quale siamo saliti tramite la funivia. La vista dalla rocca è spettacolare e lascia senza parole. Un’altra cosa che ci ha colpito molto al nostro arrivo in cima è la presenza di una comunità di bertucce che vivono libere lì: sono l’unica popolazione selvatica di scimmie in Europa. Chiaramente meglio avere buon senso: sono abituate ai turisti, ma bisogna sempre fare attenzione ed avere il massimo rispetto.

Una volta lasciata Gibilterra, in circa un’ora siamo arrivati a Marbella, una città della costa del Sol che si trova sul mare. È una località balneare abbastanza famosa ed oltre alle belle spiagge ha anche un gradevole centro. Abbiamo deciso di restare qui per tre notti.

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Giorno 8: dintorni di Marbella

Su consiglio della signora dell’hotel, siamo andati a visitare dei paesini nell’entroterra. Il primo paesino che abbiamo visitato è Mijas. Si tratta di un incantevole villaggio con case bianche, strade strette e tortuose e una vista mozzafiato. Mijas è un villaggio collinare ed è evidente come la popolazione sia abituata ai turisti: ci sono asinelli usati come servizio “taxi” per i più pigri e negozietti di artigianato, che vendono per esempio ceramiche.

Il secondo paesino che abbiamo visitato è Ojen, un altro bellissimo villaggio con case bianche e stradine strette. Forse meno turistico di Mijas, ma in ogni caso anch’esso presenta negozietti bellissimi e colorati di ceramiche locali. Per pranzo ci siamo fermati nella piazzetta principale ed abbiamo cenato con tapas seduti di fronte alla fontana dove gli abitanti avevano messo le angurie per tenerle al fresco. Da Ojen si vede il mare. Noi ci siamo innamorati di questo paesino collinare.
Verso sera siamo rientrati a Marbella.

Giorno 9: visita di Ronda

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Siamo andati a Ronda che non dista molto da Marbella, circa 60 km. Tuttavia, ci abbiamo messo un po’ ad arrivare: la strada è molto suggestiva e panoramica, ma è abbastanza stretta e piena di curve. Inoltre, è costeggiata da una parte da rocce sporgenti e da uno strapiombo dall’altra. Quindi, il passeggero può godersi paesaggi suggestivi, ma il guidatore deve avere prudenza.

Ronda è visivamente incredibile, è arroccata su una gola profonda (chiamata El Tajo) che separa la città in due: da una parte si trova la zona nuova, dall’altra la città vecchia. Le due zone sono collegate dal Puente Nuevo, un ponte in pietra che attraversa la gola e che ha un belvedere con una vista che lascia senza parole.

C’è anche la possibilità tramite un sentiero di scendere nella gola e noi lo abbiamo fatto. La passeggiata merita, noi ci siamo trovati immersi in campi di fiori gialli con una vista dal basso della città “spaccata” in due e della maestosità del ponte. Siamo rimasti a Ronda per buona parte della giornata e poi con calma siamo rientrati a Marbella e ci siamo goduti un po’ la spiaggia.

Giorno 10: spostamento verso Malaga

Siamo partiti da Marbella e guidando sulla AP7, che è la strada costiera, in circa un’ora siamo arrivati a Malaga. La città è in una posizione strategica, si trova al centro della costa andalusa. Malaga è elegante, ha un bellissimo centro storico e grandi viali alberati. Il primo giorno abbiamo semplicemente passeggiato per le vie del centro e ci siamo un po’ riposati.

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Giorno 11: visita di Malaga

manquita malaga

Abbiamo visitato Malaga: la prima tappa è stata la magnifica cattedrale, che si trova in pieno centro storico ed è uno dei più famosi monumenti rinascimentali andalusi. La cattedrale sorge sul sito di un’antica moschea ed è a poca distanza dal porto e dalla collina Gibralfaro. Ci siamo anche recati presso il teatro romano che si trova sotto le mura del castello moresco. Abbiamo fatto anche una bellissima passeggiata tra le mura della fortificazione dell’Alcazaba. La serata l’abbiamo passata nel centro storico, cenando con le tipiche tapas.

Giorno 12: arrivo a Granada

catedral encarnacion granada

Abbiamo lasciato la costa e circa un paio d’ore siamo arrivati a Granada. Questa città è una di quelle che ci ha colpito maggiormente. Vi siamo giunti in tarda mattinata, abbiamo lasciato le valigie e pranzato. Essendoci rimasto solo il pomeriggio per visitare, ci siamo recati solamente alla cattedrale. Essa è un edificio in stile gotico-rinascimentale ed è considerata il monumento cristiano più importante della città. La giornata si è conclusa con una bella cenetta a base di tapas e un dopo cena in un locale che serviva tè particolari e che dava la possibilità di fumare narghilè con tabacchi con diversi aromi (noi abbiamo provato quello alla fragola).

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Giorno 13: visita di Granada

torre de la vela alhambra

Utilizzando il servizio autobus, che è per temerari visto la guida dell’autista e lo stato del mezzo, siamo arrivati fino all’Alhambra. Non fate il nostro stesso errore! Ovvero, non sapevamo che la visita alla parte interna del complesso andava prenotata, quindi, non siamo potuti entrare. Purtroppo non potevamo restare per altri giorni e di conseguenza abbiamo potuto vedere la fortezza solo al di fuori. Per tornare in città (l’Alhambra si trova su una collina) abbiamo deciso di non riprendere l’autobus ma di andare a piedi.

Dall’Alhambra si snoda un facile sentiero che arriva dritto alla parte medievale della città: il quartiere moresco Albaizyn. Qui si può ammirare il mercato dell’artigianato, con i portici del souq arabo. Ci hanno colpito moltissimo i venditori di spezie, con i profumi ed i colori dei loro prodotti. Le spezie erano in sacchi di iuta aperti e venivano vendute in sacchetti in base al peso richiesto dall’acquirente. Abbiamo anche comprato una scatolina di pistilli di zafferano.

Questa parte della città ci è piaciuta moltissimo. Abbiamo cenato in un ristorante arabo, il locale ci è piaciuto tanto, per la cucina proposta, per l’atmosfera, per l’architettura interna (con gli archi tipici arabi) e per l’arredamento in sé. Abbiamo mangiato benissimo, una selezione di assaggini per antipasto, un ottimo cous cous e una selezione di dolcetti arabi che ci ha fatto girare la testa.

Giorno 14: visita di Tabernas

oasys mini hollywood almeria

Abbiamo lasciato Granada e ci siamo diretti verso Tabernas, che dista circa un’ora e mezza. Tabernas è una piccola cittadina che dà il nome anche al deserto che si trova in quella zona, l’unico esistente in Europa.

Ci siamo recati qui perché volevamo visitare il parco a tematico Oasys – Mini Hollywood. Il parco è diviso in due parti: la zona con ambientazione western e uno zoo. La parte western del parco ci è piaciuta molto: originariamente era nata come set cinematografico (per esempio è stato usato per “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone) ed è poi diventata un parco a tema. È molto divertente, si entra nei saloon, si passeggia nella cittadina western ricostruita e si possono anche fare delle foto in costume. Io e mio marito le abbiamo fatte vestiti da ballerina del can can e da cowboy. Il parco viene ancora usato per pellicole minori ed infatti abbiamo anche potuto assistere a delle riprese. La parte dello zoo onestamente non mi è assolutamente piaciuta. Gli animali sono in gabbie molto piccole e in evidente disagio. La visita mi ha molto disturbato e da commenti anche recenti che ho letto temo che la situazione degli animali non sia migliorata.

Prima di rientrare in paese abbiamo deciso di fare un giro in macchina nelle zone desertiche intorno al parco. Consigliamo di farlo, sono aree molto suggestive. La cittadina di Tabernas non è una prettamente turistica, la sera abbiamo cenato in un locale ed eravamo gli unici turisti in tutto il bar. Abbiamo preso tapas, birra e guardato una partita di calcio con persone del luogo: è stato molto divertente.

Giorno 15: verso Valencia

andalusia e valencia

Ahimè, era ormai ora di lasciare l’Andalusia, dato che per gli ultimi due giorni di viaggio avevamo deciso di stare a Valencia.
Siamo quindi partiti da Tabernas e con calma ci siamo diretti a Valencia. Si tratta di un viaggio di circa 4/5 ore, ma ci abbiamo messo di più, prendendoci tutto il tempo per ammirare il paesaggio e per fare varie soste.

Siamo arrivati a Valencia nel pomeriggio e la cosa che ci ha colpito da subito sono state le strade molto larghe della città. Il nostro hotel si trovava in pieno centro, di fronte al Ayuntamiento (il palazzo comunale). Chiaramente non abbiamo fatto molto, siamo andati a visitare la cattedrale e passeggiato per le vie del centro.

Giorno 16: visita di Valencia

Ci siamo recati presso Oceanogràfic, ovvero il parco oceanografico della città, che è tra l’altro il più grande d’Europa. Non amo vedere gli animali in cattività, ma ammetto che la visita è molto suggestiva. L’architettura stessa del luogo e il ponte per arrivarci catturano subito l’attenzione. Il parco è diviso in più edifici e sono davvero delle costruzioni avveniristiche, tanto che sono state utilizzate come location nella serie tv di fantascienza Westworld. Ci si impiega un bel po’ se si vuole visitarlo tutto e se l’idea piace devo dire che ne vale la pena.

Per questo ultimo giorno non abbiamo fatto altro, abbiamo concluso la giornata cenando in centro e preparandoci mentalmente al rientro a casa (no, non si è mai pronti!).

Giorno 17: ritorno

Ci siamo recati all’aeroporto di Valencia in tempo per riconsegnare l’auto alla Hertz e prendere il volo che ci fa fatto atterrare a Bergamo.

Diario di viaggio a cura di Martina Sansoni

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