Viaggio in Andalusia
sacromonte granada
Sacromonte Granada: come visitare il quartiere delle cuevas dei gitani, tra flamenco e case arabe

Le cuevas di Sacromonte, dove si balla il flamenco gitano a Granada

Esmeralda, la giovane protagonista del celebre Notre Dame de Paris, veniva “dai monti dell’Andalusia”. Victor Hugo si riferiva forse proprio al Sacromonte di Granada, quando scriveva dell’origine del gruppo di gitani. Per due cose è infatti celebre questo quartiere (anche se chiamarlo così è limitativo): i gitani e le grotte in cui vivono.

Il Sacromonte è tra le cose da vedere a Granada più particolari, ed è sicuramente la zona migliore per assaporare il gusto folkloristico di chitarre e flamenco, ma non solo: andiamo a scoprirlo insieme!

Las cuevas del Sacromonte

Las cuevas, le grotte che puntellano tutta la valle de Valparaíso, sono la prima cosa che colpisce arrivando in questa zona di Granada. Non si tratta di cavità naturali, ma di vere e proprie case-grotta, scavate appositamente sul fianco della collina. Qui vivono per lo più famiglie nomadi, ma possiamo facilmente dividere l’area in due settori.granada sacromonte

Nella parte più vicina al centro cittadino – indicativamente dall’Albayzin fino all’abbazia del Sacromonte – le Cuevas sono adattate ad abitazioni più o meno regolari. È qui che troverai facilmente bar e ristoranti ricavati nelle grotte, e da qualche finestra potresti riuscire ad intravedere l’interno di un’abitazione. Superata l’abbazia, invece, le abitazioni scavate vanno ad assomigliare sempre più a dei rifugi che a delle case: niente servizi né utenze: un ambiente più selvaggio, dove è anche poco consigliabile avventurarsi per un turista.

È molto incerto come e quando sia nata l’abitudine di vivere in questi grandi fori praticati sulla costa della montagna. La teoria più accreditata è che nel XVI secolo, quando ebrei e musulmani vennero espulsi dalle proprie case, si unirono ai gitani e nacque un quartiere di emarginati al di fuori delle mura cittadine.

L'origine delle grotte

Ci sono molte leggende su questo luogo, la più  famosa delle quali è quella del Barranco de los Negros (Burrone dei Neri). Secondo questo racconto, quando i re cattolici riconquistarono Granada, molti nobili arabi tornarono verso l’Africa. Avendo paura di essere derubati lungo il percorso, nascosero i propri tesori su questo monte. Gli schiavi – per lo più neri – dei ricchi arabi vennero liberati perché sarebbe stato troppo costoso portarli in viaggio oltre il Mediterraneo. Una delle caratteristiche degli schiavi è quelle di ascoltare in silenzio di cosa parlano i propri padroni: sapevano quindi che erano andati a nascondere le ricchezze sul monte. Trovatisi liberi e senza lavoro, andarono a cercarli: scavarono tanto – senza successo – la parete di questo burrone da creare le grotte, nelle quali alla fine si stabilirono.

Una passeggiata nel Sacromonte: cosa vedere?

Come per l’Albayzin, anche al Sacromonte ti consiglio di dedicare una bella passeggiata, con tutta la calma necessaria per ambientarti nel microcosmo che caratterizza questo quartiere. Dal centro, il modo più rapido per raggiungere il Sacromonte a piedi è, partendo da Plaza Nueva, costeggiare il fiume Darro tenendo l’Albayzin a sinistra, finché la strada non curva in salita su Cuesta del Chapiz.

Nota bene
Se qui giri a destra, attraversando il ponte sul Darro, puoi raggiungere l’Alhambra da un lato poco frequentato, accompagnato dallo scorrere dell’acqua che scende dalla fortezza. Se hai tempo, percorri Cuesta del Rey Chico (che diventa poi Cuesta de los Chinos) fino all’ingresso di Alhambra e Generalife, non te ne pentirai!

La casa del Chapiz

Salendo la Cuesta del Chapiz, troverai la Casa del Chapiz, complesso di due abitazioni moresche del XVI secolo. È considerata la casa moresca più grande di Granada e ti consiglio di farci tappa perché merita una rapida visita: adesso ospita la Scuola di Studi Arabi. Dal bellissimo giardino della casa si gode di una splendida vista sull’Alhambra. Andateci! Solitamente non è per niente affollato.

  •  Dal 1 maggio al 14 settembre (lun-ven): 09:30-14:30 e 17:00-20:30;  dal 15 settembre al 30 aprile (lun-ven); 10:00-17:00. Ingresso: 2 euro.
casa del chapiz granada
Alhambra vista dalla Casa del Chapiz

Le cuevas dove vedere il flamenco gitano di Granada

Subito dopo, svolta a destra nel Camino del Sacromonte. Questa è la principale direttrice del quartiere, e anche una delle poche effettivamente percorribili normalmente dai turisti. Ti accorgerai ben presto che non è facile raggiungere le vie superiori. Già lungo questa strada, però, la tua voglia di grotte e chitarre gitane sarà soddisfatta. Oltre a vari bar e ristoranti ricavati nelle cavità, incontrerai la Cueva Zambra la Faraona, Cueva La Rocio e la Cueva de los Tarantos (proprio davanti a Casa del Chapiz): tre teatri dove potrai vedere il flamenco gitano a Granada, ammaliato da musica e danze che uniscono la tradizione andalusa con quella gitana.

Assisti al flamenco gitano di Granada in una cueva

flamenco granada

Approfondimento
La Zambra è la tipologia di flamenco ballata qui, che ti lascerà a bocca aperta. Poco più avanti troverai addirittura il Museo de la Zambra, che non è un museo nel vero senso del termine, ma il luogo per eccellenza dove si suona, canta e balla. Puoi venire a mangiarci, o semplicemente a passare un dopo cena diverso dal solito.

I musei del Sacromonte

Due musei veri e propri sono invece il Museo etnologico de la mujer gitana e il Museo cuevas del Sacromonte. Si trovano entrambi in Calle Barranco de los Negros, una viuzza che sale ripida sulla sinistra e che appare come una strada privata, avendo un cancello all’ingresso.

  • Il Museo Etnologico de la mujer gitana ha lo scopo di preservare e diffondere la cultura e la storia del popolo gitano, con un occhio particolare sulla figura femminile. Mantenuto in vita dall’Associazione delle donne gitane, vi vengono organizzate all’interno diverse attività didattiche, sociali e culturali. Vista l’impronta che la cultura nomade ha lasciato negli ultimi 500 anni e mantiene tutt’ora su Granada, questo luogo spesso disdegnato dai turisti ha un interesse storico e culturale non da poco.
  • Il Museo cuevas del Sacromonte propone anch’esso attività culturali ed educative, incentrate sulle condizioni di vita e sulle abitudini degli abitanti delle grotte. Sono dieci le Cuevas facenti parte del complesso, nelle quali è possibile apprendere la storia del luogo e quella del flamenco nel suo senso più ampio di cultura oltre che strettamente musicale. Nella parte alta del museo, si trova un altro ottimo mirador, che ti offre il panorama dell’Alhambra da una prospettiva differente rispetto all’Albayzin.
    • Questo museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 (dal 15 ottobre al 14 marzo) o dalle 10 alle 20 (dal 15 marzo al 14 ottobre).
    • È possibile fare visite guidate (prenotabili qui) o entrare singolarmente a 5€ a persona.

L’Abbazia del Sacromonte

Continuando a camminare lungo Camino del Sacromonte, costeggiando le case con piatti ed oggetti appesi ai muri esterni, vedrai avvicinarsi la Abadia del Sacromonte. Con i suoi 400 anni di storia, questo imponente edificio forma con la Alhambra e la cattedrale di Granada un triangolo fondamentale per comprendere la storia granadina. Questa abbazia è stata negli ultimi secoli uno dei principali centri spirituali e culturali di tutta l’Andalusia ed oggi continua ad essere un luogo vivo che guarda al futuro. Non sono solo turisti le decine di migliaia di persone che ogni anni si recano qui: sono i molti pellegrini che raggiungono questo luogo in preghiera.

abadia sacromonte

L’edificio sorge in questo luogo isolato perché qui, nel 1594, vennero ritrovati i resti di San Cecilio, primo vescovo della città romana di Iliberis (l’attuale Granada). Le reliquie attirarono subito un gran numero di pellegrini cosicché il vescovo don Pedro de Castro decise per la costruzione dell’abbazia. Oltre alle reliquie, vennero ritrovati anche quelli che vengono chiamati Libros plumbeos: tavole di piombo con scritte in uno strano arabo, che parlano di leggende sulle origine apostoliche ed arabe del cristianesimo a Granada.

  • L’abbazia è visitabile nei seguenti orari:
    • 1 ottobre – 30 aprile: dal lunedì al sabato in orario 10-13 e 16-18; domenica in orario 11-13 e 16-18.
    • 1 maggio – 30 settembre: dal lunedì al sabato in orario 10-13 e 17-19.30; domenica in orario 11-13 e 17-19.30.
  • Il prezzo per l’ingresso è di 4€, scontato a 3€ per gruppi di almeno 15 persone (scrivendo in anticipo ad [email protected]). I bambini sotto i 10 anni entrano gratis.
Consiglio
L’1 febbraio è la festa di San Cecilio, patrono di Granada. Se ti trovi in città ad inizio febbraio, devi assolutamente recarti all’abbazia la prima domenica del mese. In questo giorno, infatti, si ripete ogni anno un grande pellegrinaggio di massa cui è veramente interessante prendere parte.

Per il luogo in cui si trova, in quest’abbazia non poteva mancare un segno legato ai gitani. Il Santisimo Cristo del Consuelo, da tutti conosciuto come Cristo de los gitanos, è un’immagine sacra del 1695 conservata nell’Abadia del Sacromonte. Legata in particolare al popolo nomade, è però una delle immagini più amate e pregate dall’intero popolo di Granada. Nella settimana santa il Cristo è visitato dai gitani che con colori e musica, danza e preghiera fondono sacro e profano in una celebrazione unica.

sacromonte cuevasDove mangiare?

Mangiare qualche specialità granadina in un ruspante ristorante tipico ricavato all’interno di una cueva… si può fare? Certo che sì! Ecco i nostri consigli su dove mangiare a Granada (Sacromonte).

ristoranti sacromonte granada

Dove dormire?

Granada offre numerose opportunità per trascorrere la notte, alcune delle quali davvero uniche e suggestive. Dormire in una cueva di Sacromonte non è una cosa comune: cliccando sul link sottostante potrai scoprire come vivere quest’esperienza fuori dal tempo.

Dormire in una cueva di Sacromonte

Se invece preferisci un alloggio più classico o altri quartieri della città, dai uno sguardo alla pagina su dove dormire a Granada.

hotel sacromonte granada

Andrea Cuminatto

Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Ho vissuto un periodo in Spagna (Madrid e Granada) e girato quasi tutta l'Europa zaino in spalla. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita ne racconto qualcosa anche sul mio blog

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