Siviglia è tra le città spagnole più ricche di storia e buona parte di questa eredità è custodito nei suoi musei, che spaziano dall’arte all’archeologia, fino alle documentazioni storiche e addirittura al ballo, che qui è parte integrante del patrimonio culturale. Però quando il tempo è poco, non è facile scegliere quali musei vedere e quali no: ecco dunque qualche suggerimento per capire quali visitare.
Indice
- Museo de Bellas Artes
- Archivo General de Indias
- Museo del Baile Flamenco
- Museo archeologico di Siviglia
- Museo de Artes y Costumbres Populares
- Hospital de la Caridad
- Pabellón de la Navegación
- Centro andaluso di arte contemporanea
- Centro de la Cerámica de Triana
- Acquario di Siviglia
- Museo delle illusioni
- Mappa dei musei di Siviglia
Museo de Bellas Artes

Il Museo di Belle Arti di Siviglia è la principale galleria d’arte della città e se sei un appassionato di quadri e sculture, non puoi che inserirlo nella lista dei luoghi da vedere durante il tuo soggiorno. Al suo interno troviamo sezioni dedicate all’arte medievale spagnola, al Rinascimento, al Manierismo e al Naturalismo. Ci sono poi le sale sull’arte barocca spagnola e sul Barocco europeo, oltre ad esempi della pittura andalusa novecentesca.
Fra gli artisti che vedono le proprie opere esposte qui, possiamo citare Francisco Goya, Bartolomé Esteban Murillo, Diego Velázques e Alonso Cano, ma questi sono solo alcuni dei celebri nomi che potrebbero essere menzionati. Non dimentichiamo infine che l’edificio stesso che ospita il museo è un palazzo storico, con sale di pregio e bei patii: si tratta infatti dell’antico Convento de la Merced Calzada, risalente alla metà del 1200.
Museo di Belle Arti: la nostra guida
Archivo General de Indias

Tra i più sontuosi palazzi di Siviglia spicca l’Archivo General de Indias, che sorge proprio di fronte alla cattedrale e al Real Alcazar. Non si tratta di un semplice edificio bello da vedere: il vero valore sta nei documenti che conserva al suo interno. Ci sono infatti 43.000 volumi, che con le loro 80 milioni di pagine documentano tre secoli di storia del periodo coloniale spagnolo. L’impero spagnolo spaziava dalle Americhe fino alle Filippine e fra questi documenti si trovano testi legati alla scoperta e all’esplorazione di quei territori, con tutti i conseguenti scambi con le popolazioni native.
Divenuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, questo incredibile archivio è un tesoro per gli studiosi di quei capitoli di storia, ma è anche un luogo visitabile durante un soggiorno a Siviglia. La visita è gratuita e può davvero valerne la pena, sia per la bellezza dell’edificio, sia per le curiosità che si possono apprendere durante un tour guidato.
Archivo General de Indias: la nostra guida
Museo del Baile Flamenco

Il Flamenco è un ballo che fa parte della cultura andalusa ed è intrinsecamente legato alla storia di questa regione. Non solo a Siviglia, ma anche nelle altre città della regione è possibile vedere spettacoli dove il suono della chitarra si mescola al rumore dei tacchi di una ballerina sul pavimento. A Siviglia però, c’è anche la possibilità di visitare il Museo del Baile Flamenco.
Oggetti storici e mostre interattive aiutano a comprendere cosa sta dietro a questo ballo, che è molto più che una danza. Oltre alla visita, si può inoltre anche assistere ad uno spettacolo di flamenco, che si svolge all’interno dell’antica cripta, nel piano interrato del museo.
Museo del Baile Flamenco: la nostra guida
Museo archeologico di Siviglia

L’Andalusia è una regione ricca di siti archeologici, legati a diverse epoche storiche. Nel Parque de Maria Luisa c’è il Museo Archeologico di Siviglia, aperto nel 1867 all’interno dell’ex Padiglione delle Belle Arti dell’Esposizione Iberoamericana del 1929, per conservare i reperti di Italica che in precedenza erano situati dentro al Real Alcázar.
Nelle sue sale troviamo circa 60 mila sculture, oggetti e reperti di vario genere. Alla collezione iniziale dei ritrovamenti di Italica, si sono aggiunti reperti archeologici di altre epoche, anche molto precedenti a quella romana, dai fenici all’età del bronzo, fino alla preistoria.
Museo de Artes y Costumbres Populares

Nel Parque de Maria Luisa, troviamo anche uno splendido edificio in stile neo-mudéjar, sempre eredità dell’Esposizione Iberoamericana del 1929. In quella occasione, questo era il Padiglione delle Arti Antiche e delle Industrie Artistiche, ma dal 1972 ospita il Museo delle Arti e Costumi Popolari di Siviglia. Nelle sue sale si possono vedere utensili e oggetti che raccontano svariati aspetti della cultura popolare di Siviglia e dell’Andalusia.
Fra le collezioni più interessanti, c’è l’archivio fotografico Loty: oltre 2000 piastre che rappresentano la vita a Siviglia (e nelle aree vicine) durante il 1800 e nei primi trent’anni del 1900. Una parte del museo è inoltre dedicata a esposizioni temporanee, che cambiano di anno in anno.
Hospital de la Caridad

L’Hospital de la Caridad non è un ospedale come gli altri. Situato in un edificio del XVII secolo, è un istituto di beneficenza voluto nel 1674 da Miguel de Mañara, un filantropo che si prendeva cura degli ammalati indigenti nella storica Confraternita della Santa Caridad. Questa confraternita era nata nel Cinquecento e si occupava di portare i pazienti all’ospedale, di assistere i condannati a morte sul lato spirituale e seppellirli.
Oltre all’ospedale in sé, composto da tre grandi camerate, il complesso include la chiesa, in pieno stile barocco sivigliano, le cui decorazioni sono frutto del lavoro dei maggiori artisti dell’epoca. Sulla sua facciata svettano e tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità), insieme ai patroni San Giorgio e San Giacomo. Le due sculture ai lati del portale sono invece due sovrani divenuti santi: San Luigi (re di Francia) e San Ferdinando (re di Castiglia).

Il Pabellón de la Navegación è un grande padiglione situato sulle rive del fiume Guadalquivir, realizzato in occasione dell’Esposizione Mondiale di Siviglia del 1992. In quella occasione ospitava mostre dedicate alle spedizioni scientifiche e ai progressi della tecnica di costruzione navale, con la ricostruzione degli interni delle navi usate ai tempi di Cristoforo Colombo. Dopo vent’anni dalla costruzione, nel 2012 è stato convertito in un museo stabile, che narra la storia e l’evoluzione della navigazione, in particolare attraverso l’Oceano Atlantico.
Il museo è diviso in tre sezioni principali. La prima è la sala più ampia, nella quale il visitatore viene immerso in un contesto di suoni e luci per scoprire le vicende dei più grandi navigatori, la cui vita è narrata nell’Archivo de Indias. La sala intermedia è decorata con un grande murale che racconta la storia della navigazione e vede esposti alcuni dei modelli dell’Esposizione Mondiale del ’92. Infine, nell’ultima sezione si possono sperimentare, tramite attività ludiche, i diversi impieghi dei marinai a bordo delle navi.
Centro andaluso di arte contemporanea

Fondato nel 1990, il CAAC (Centro Andaluz de Arte Contemporáneo) è un ente creato per conservare, promuovere e divulgare l’arte contemporanea in Andalusia. Dopo alcuni anni dalla fondazione, si iniziò a dar vita ad una collezione permanente e nel 1997 la sede del Centro venne trasferita nel suggestivo contesto del Monastero de la Cartuja. Questo antico convento certosino è l’espansione di un ancora più antico eremo francescano eretto nel 1399 e dedicato alla Vergine delle Grotte. Si trova sulla Isla de la Cartuja, l’isola creata dal corso del fiume Guadalquivir e il canale creato per deviarlo: la stessa su cui sorge il Barrio Triana.
Oltre agli appassionati di arte contemporanea, che troveranno senza dubbio qualcosa di loro gradimento fra queste mura, possiamo dire che già il contesto in sé rappresenta un motivo di visita. Il monastero non è solo bello, ma ha anche alle spalle una storia interessante. Ospitò per trent’anni le spoglie di Cristoforo Colombo, ma vi alloggiarono anche personaggi celebri come il re Filippo II o santa Teresa di Lisieux. Inoltre, nel 1810 venne temporaneamente trasformato in caserma per le truppe che difendevano la città dall’invasione napoleonica.
Centro de la Cerámica de Triana

Il Centro de la Cerámica de Triana non è un semplice museo delle ceramiche. Qui si preserva la memoria dell’antica fabbrica di ceramica Santa Ana, una delle ultime attive a Siviglia, che a lungo tempo fu una città con un’importantissima produzione di ceramica. Visitando Siviglia, ma anche altre città andaluse, colpiscono le ceramiche variopinte che decorano gli edifici: dai palazzi più sontuosi ai muri delle case più semplici in qualche viuzza. Beh, queste opere venivano realizzate in fabbriche come questa.
Nella fabbrica-museo si possono ancora vedere molti degli impianti originali e i forni storici risalenti al XVI secolo, ma soprattutto ammirare una bella collezione permanente di pezzi di pregio. Ci sono anche i depositi di argilla, le macine usate per trasformare i diversi minerali in pigmenti di colore, il tornio del ceramista e così via.
Acquario di Siviglia

L’Acuario de Sevilla non sarà l’acquario più grande del mondo, ma è ben strutturato e può essere un buon modo per trascorrere qualche ora, in particolare se si viaggia con i bambini. La sua realizzazione è ispirata al viaggio di Magellano, partito nel 1519 proprio da Siviglia per la prima circumnavigazione del mondo. Anche se venne ucciso nelle Filippine, 18 uomini del suo equipaggio riuscirono a compiere l’impresa tornando in patria dopo tre anni dalla partenza. Visitando l’acquario, si ripercorrono le tappe di quell’epico viaggio di mezzo millennio fa, andando a scoprire le diverse specie marine che si trovano in ogni zona del globo.
Acquario di Siviglia: la nostra guida
Museo delle illusioni

In varie città del mondo si sono diffusi luoghi come questo e anche Siviglia ha il suo Museo delle Illusioni. Se non ne avete mai visto uno, potrebbe essere l’occasione giusta per scattarvi qualche foto simpatica e fare un’intermezzo divertente durante la visita al capoluogo andaluso. Illusioni ottiche di ogni genere, ma anche giochi di luci e colori, ti aspettano in questo museo interattivo dove si interagisce con le installazioni per dar vita a prospettive uniche e bizzarre.
Museo delle illusioni: la nostra guida