Cosa vedere a Jaén, gioiello inaspettato in Andalusia

Jaén è conosciuta come capitale mondiale dell’olio d’oliva: è circondata da oliveti che sembrano non finire mai e la sua è la provincia più nord-orientale dell’Andalusia. Tra i capoluoghi di provincia andalusi è probabilmente il meno visitato da chi compie un primo viaggio in questa regione spagnola. Eppure, è una città capace di sorprendere.

Oltre all’eccellente olio e alle specialità gastronomiche ad esso legate, Jaén ha alle spalle una storia antica, che ha lasciato diverse testimonianze tutte da scoprire. Da centro delle carovane arabe e roccaforte di confine tra i possedimenti musulmani e quelli castigliani, oggi è una vivace cittadina universitaria, tranquilla ma non noiosa. Andiamo a scoprire insieme perché dovresti inserirla nel tuo prossimo itinerario andaluso.

Jaén: cosa vedere? Le attrazioni in città

Ci sono tante cose da vedere a Jaén, ma alcune sono davvero imprenscindibili. Vediamo di seguito i monumenti e le attrazioni che non devi assolutamente perdere quando visiti la città, che puoi trovare anche in questa mappa.

Castillo de Santa Catalina e Mirador de la Cruz

Jaen - Castillo de Santa Catalina

Prima di addentrarci nella visita della città, soffermiamoci sul castello che la domina dall’alto e che ne rappresenta anche una delle attrazioni più famose. Sto parlando del Castillo de Santa Catalina, una fortezza moresca del VIII secolo che poi venne ampliata e migliorata da Abdallah ibn al-Ahmar (il sovrano di Granada che fece costruire nientemeno che l’Alhambra!). In quel periodo storico Jaén (che allora si chiamava Jayyan) era un punto tappa cruciale per le carovane che si spostavano tra Granada e Madrid: probabilmente in questo castello venivano ospitati i viaggiatori.

Dopo la conquista della città da parte del re Ferdinando III di Castiglia, ma soprattutto sotto ai regni di Alfonso X e Ferdinando IV (quindi nella seconda metà del 1200) il castello venne notevolmente ristrutturato. Anche nel corso del 1600 sono state fatte molte modifiche, così come nel 1800, quando le forze napoleoniche hanno usato il castello per farci depositi di polvere da sparo, stalle, ospedale e altri servizi per l’esercito.

Oggi la fortezza si presenta con cinque torri e un mastio, che è tra le parti più nuove della struttura. La parte più antica è quella all’estremità occidentale della collina, ma ne rimane ben poco: una sezione notevole è scomparsa definitivamente quando è stato realizzato il parador (la grande struttura ricettiva di lusso). In una delle torri c’è la Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, a cui è dedicato il castello.

Per visitarlo in maniera approfondita puoi prendere parte a un tour del Castillo de Santa Catalina.

Jaen - Mirador de la Cruz

All’estremità orientale del complesso del castello, proprio affacciata sopra la città, c’è una grande croce che si innalza sopra a un cocuzzolo di roccia. La si raggiunge a piedi in pochi minuti dal castello e sotto di essa c’è un terrazzo panoramico – il Mirador de la Cruz appunto – su cui vale assolutamente la pena soffermarsi.

Catedral de la Asunción de la Virgen de Jaén

Jaen - Catedral de la asuncion de la Virgen

La cattedrale di Jaen, precisamente Catedral de la Asunción de la Virgen, è una chiesa che non si può non vedere. E non intendo solo dire che bisogna assolutamente visitarla, ma anche che è talmente grande imponente che è impossibile non notarla appena si arriva in città. È una delle chiese più belle di tutta l’Andalusia e stupisce per la sua grandezza rispetto alla città in cui si trova. Lunga 100 metri e larga 70, con le sue due alte torri che svettano sul centro della città e la ricca facciata barocca, venne realizzata in più fasi fra il 1249 e il 1724.

Tra le parti più importanti ci sono il coro tardo gotico (uno dei più grandi di Spagna!) e soprattuto la sala capitolare e la sacrestia, progettate da Andrés de Vandelvira e considerate come un vero capolavoro del rinascimento spagnolo. Proprio i progetti di Vandelvira vennero usati anche come esempio per varie cattedrali latinoamericane fra cui quelle di Lima e Cuzco in Perù, Bogotà in Colombia, Sucre in Bolivia, Città del Guatemala in Guatemala, Città di Panama a Panama, L’Avana a Cuba e varie cattedrali in Messico (Città del Messico, Mérida, Puebla, Oaxaca, Morelia e Guadalajara).

Dal punto di vista religioso, è conosciuta perché conserva la reliquia del Volto Santo, o Velo della Veronica. Si narra infatti che il panno usato da Veronica per asciugare il viso di Gesù durante la passione, e sul quale rimase impressa l’effige di Cristo, sia arrivato fino ai giorni nostri e sia conservato proprio qui. Ad essere precisi, ci sono anche altri luoghi dove si dice che sia conservata la medesima reliquia – San Pietro in Vaticano, il palazzo di Hoburg a Vienna, il monastero di Santa Faz ad Alicante, la chiesa di San Bartolomeo degli Armeni a Genova e la basilica del Volto Santo a Manoppello (Pescara) – quindi è difficile dire quale sia quella autentica e se una di queste lo sia davvero. In ogni caso, il velo esposto a Jaén, visibile ogni venerdì dai fedeli che si recano in cattedrale, è particolarmente venerato.

La cattedrale è aperta per le visite nei seguenti orari:

  • Da lunedì a venerdì: dalle 10 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 18:30
  • Sabato: dalle 10 alle 18:30
  • Domenica: dalle 14 alle 18:30

Il biglietto di ingresso costa 10 € (ridotto a 8 € per giovani da 13 a 25 anni e per persone con disabilità; a 9 € per gli anziani oltre 65 anni; gratuito per i bambini fino a 12 anni). È però possibile fare anche una visita guidata, ecco le principali opzioni disponibili:

Basílica Menor de San Ildefonso

Jaen - Basilica Menor de San Ildefonso

La Basílica Menor de la Sacra Iglesia Parroquial de San Ildefonso, o più semplicemente Basilica di San Ildefonso, è un’altra storica chiesa di Jaén, eretta nel 1248 (un anno prima dell’inizio dei lavori della cattedrale) come piccola cappella, in quello che al tempo era un sobborgo fuori dalla cinta muraria della città araba. Nel corso del 1400 divenne un importante santuario mariano e così da quel periodo in poi, la piccola cappella venne gradualmente ampliata, fino a diventare una chiesa grande e maestosa. Nel 2010 Papa Benedetto XVI l’ha elevata al rango di Basilica Minore (un titolo papale riservato solo a circa 1500 chiese nel mondo: sembrano tante, ma considerando che lo sono buona parte delle cattedrali, non è facile che una chiesa non cattedrale abbia questo titolo).

Vista da fuori ricorda più una fortezza che una chiesa, essendo dotata di vari contrafforti a forma di torrette rotonde, oltre alle due torri quadrate ai lati della facciata, di dimensioni notevolmente diverse l’una dall’altra. All’interno invece si presenta con un’elegante architettura tardo gotica, mentre la pala dell’altare maggiore è in stile barocco settecentesco. Il luogo più importante dentro la chiesa è ovviamente la cappella dove si trova la statua della Vergine della Cappella, venerata da secoli e compatrona della città insieme a Santa Caterina d’Alessandria.

L’ingresso è libero e la chiesa è aperta per le visite nei seguenti orari:

  • Da lunedì al sabato: dalle 8:30 alle 12 e dalle 17:30 alle 20:45
    • NOTA: il venerdì la chiusura mattutina è anticipata alle 11
  • Domenica: dalle 8:30 alle 13:45 e dalle 18:30 alle 20:45

Iglesia de la Magdalena

Jaen - Iglesia de Santa Maria Magdalena

Una terza chiesa da non perdere durante la visita di Jaén è Iglesia de Santa María Magdalena, o più semplicemente chiesa della Maddalena, che è anche la chiesa più antica della città. Risale addirittura all’anno 825, quando venne fatta erigere da Abderramán III come moschea, poi trasformata in chiesa cattolica e ristrutturata in stile gotico nel corso del 1500. Il campanile infatti era il vecchio minareto poi ristrutturato.

Tra gli elementi architettonici che non passano inosservati c’è l’ingresso principale: una doppia porta voluta nel 1555 dal vescovo Diego Tavera Ponce de León, incorniciata da due colonne e una serie di decorazioni in pietra, che si distaccano nettamente dal circostante muro spoglio. Ma la parte più affascinante è in realtà nascosta dentro le mura del complesso. Sto parlando del cortile per le abluzioni della moschea, che si presenta con una grande vasca rettangolare circondata da un porticato.

El Lagarto de la Malena

Jaen - Lagarto de la Magdalena

A due passi dalla chiesa sopracitata c’è il Raudal de la Magdalena: una fonte d’acqua di origine romana, ben riconoscibile grazie alla statua in pietra di una grossa lucertola. Questo monumento è legato a una famosa leggenda locale, secondo la quale le acque della sorgente fossero infestate da un grande e feroce lucertolone, chiamato infatti Lagarto de la Malena (o de la Magdalena). La bestia terrorizzava gli abitanti di Jaén e divorava tutti quelli che si avvicinavano alla sorgente. Un mito che riprende senz’altro il mito del drago diffuso in molti paesi sotto forme diverse.

Il finale più accreditato della leggenda narra che un prigioniero condannato a morte si offrì di combattere la lucertola in cambio della propria libertà, chiedendo di poter usare un cavallo, un sacco di pane caldo e un sacco di polvere da sparo. Lasciò una scia con il pane vicino alla tana della bestia per attirarla fuori, facendosi seguire mentre fuggiva a cavallo: in piazza San Ildefonso lanciò i sacco di polvere da sparo al posto dell’ultima pagnotta, facendo esplodere l’animale.

La lucertola di Jaén è ormai un simbolo della città e ne ha influenzato anche le tradizioni locali. Ad esempio ogni estate viene organizzata la festividad del Lagarto de la Magdalena (il festival delle lucertole della Maddalena), con diverse attività e iniziative culturali. Fra le curiosità, viene anche preparata la bevanda chiamata “sangue di lucertola”, che è una sorta di vin brulé particolare.

Bagni arabi del Palacio de Villardompardo

Jaen - Bagni arabi

Tra gli edifici più storici e famosi della città c’è il Palacio de Villardompardo, che ospita al suo interno i bagni arabi di Jaén, conosciuti col nome di Baño del Niño. Sebbene si trovino nascosti nelle cantine del palazzo e siano forse meno famosi rispetto a quelli di altre città, sono i bagni arabi più grandi d’Europa! Ampi ben 450 mq, risalgono all’anno 1002 e vennero poi ristrutturati nel XII secolo. A differenza di altri baños arabes, dopo la conquista da parte del re cattolico Ferdinando III, continuarono per anni ad essere usati con la loro funzione di terme.

Solo tra il XIV e il XV secolo vennero dismessi in quanto terme, per essere trasformati in concerie per il pellame. Poi, alla fine del 1500, vennero riempiti di macerie per diventare le fondamenta del palazzo costruito sopra di essi. Restarono così nascosti fino ai primi del Novecento. Nel 1913 gli antichi bagni termali vennero riscoperti dal pittore Enrique Romero de Torres, mentre stava lavorando alla creazione del Catalogo Monumentale di Jaén. Nel 1931 l’edificio venne dichiarato Monumento Nazionale e cinque anni dopo partirono i lavori di restauro, che finirono solo nel 1984 perché vennero interrotti a causa della Guerra civile spagnola.

L’ingresso è gratuito e questi sono gli orari di apertura (l’accesso è consentito fino a un’ora prima della chiusura):

  • Lunedì: chiuso
  • Da martedì a sabato: dalle 9 alle 21
  • Domenica: dalle 9 alle 15
  • Giorni di chiusura: 1 e 6 gennaio; 11 giugno; 15 agosto; 25 novembre; 24, 25 e 31 dicembre

Si può anche partecipare a un Tour di Jaén che include la visita ai bagni arabi.

Museo Íbero e Museo de Jaén

I due musei più importanti della città sono il Museo Íbero e il Museo de Jaén. Quest’ultimo venne realizzato partendo dal precedente Museo de Pintura del 1846, che nel 1914 divenne il Museo Provincial de Bellas Artes e nel 1969 si unì al Museo Arqueológico. Quindi oggi è di fatto costituito da due sezioni distinte: una di belle arti e l’altra archeologica. Nella parte dedicata all’archeologia si scopre la storia di questo territorio a partire dalla preistoria, con numerosi reperti di varie epoche, fra cui il sarcofago paleocristiano di Martos e una suggestiva riproduzione in scala 1:1 della camera funeraria di Toya, un ipogeo del IV secolo a.C. Nella sezione dedicata alle belle arti invece si trovano opere di dal XIII al XX secolo di numerosi pittori, principalmente spagnoli.

Il museo iberico invece è stato inaugurato nel 2017 e ospita varie collezioni d’arte, provenienti principalmente dal Museo de Jaén. Ha una mostra permanente chiamata “La Signora, il Principe, l’Eroe e la Dea”, che tratta questi quattro personaggi come figure simboliche. Vi vengono poi organizzate varie mostre temporanee.

Entrambi i musei sono gratuiti per i cittadini dell’Unione Europea (1,50 € per gli altri) e questi sono gli orari di apertura di entrambi:

  • Dal 16 giugno al 15 settembre:
    • Lunedì: chiuso (aperto i lunedì prefestivi)
    • Da martedì a domenica e festivi: dalle 9 alle 15
  • Dal 16 settembre al 15 giugno:
    • Lunedì: chiuso (aperto i lunedì prefestivi, con orario festivo)
    • Da martedì a sabato: dalle 9 alle 21
    • Domenica e festivi: dalle 9 alle 15

Se lo si desidera è possibile fare un tour guidato a pagamento di entrambi i musei.

Rifugio antiaereo

Jaen - Rifugio Antiaereo

Jaén riserva anche sorprese sotterranee. È il caso del Refugio Antiaéreo de Santiago, il rifugio realizzato sotto Plaza de Santiago per proteggersi dai bombardamenti durante la Guerra civile spagnola. L’ingresso è gratuito e visitare il rifugio antiaereo può essere un modo per comprendere qualcosa di più riguardo a questo triste capitolo di storia vissuto dalla Spagna negli anni ’30 del Novecento. C’è anche un tour guidato che include il rifugio antiaereo insieme ad altri luoghi iconici della città.

Dove dormire a Jaén

Anche se non è così turistica come altre città andaluse, a Jaén puoi trovare ogni tipologia di alloggio: dagli hotel di lusso fino alle sistemazioni più spartane. In questa mappa puoi avere un’idea degli hotel disponibili, ma di seguito te ne consiglio alcuni.

  • Parador de Jaén: partiamo dall’hotel più famoso della città, il 4 stelle realizzato dentro al complesso del Castillo de Santa Catalina, dove si può pernottare facendo un viaggio indietro nel tempo. Vale la pena soprattutto per la posizione, ma in cui si trova, ma ha anche servizi che lo rendono un ottimo hotel, fra cui la piscina, un ristorante interno e il parcheggio gratuito.
  • Hotel Condestable Iranzo: un altro 4 stelle, situato però in centro città, molto bello e dotato di una piscina al coperto.
  • Hostal Restaurante EstaciÓN: guardando a strutture più economiche, questo è un 2 stelle molto basilare, ma perfetto per chi ha bisogno di una notte senza spendere troppo. Ha il parcheggio gratuito e si trova a due passi dalla stazione.
  • Albergue Inturjoven Jaen: ecco infine un ostello, per i giovani che cercano un posto in dormitorio (ma ci sono anche camere doppie). Soluzione ottimale per chi punta al risparmio, ma anche per chi vuole conoscere altri viaggiatori durante il proprio soggiorno.

Dove mangiare a Jaén

A Jaén non mancano i posti dove mangiare e avrai l’imbarazzo della scelta. Se però vuoi andare sul sicuro, ti do qualche suggerimento di buoni ristoranti.

  • Casa Domingo (posizione): taverna classica andalusa, con prezzi medio-bassi e porzioni abbondanti. Perfetto per chi cerca un ambiente semplice, un’atmosfera tranquilla e buoni piatti tipici.
  • Mesón El “Treinta” (posizione): locale tipico andaluso in una posizione un po’ decentrata, con piatti davvero buoni e un buon rapporto qualità/prezzo.
  • Panaceite Centro (posizione): come dice il nome del locale, “Paneolio”, i piatti a base d’olio d’oliva sono la specialità. È un posto economico che offre tapas abbondanti a prezzi contenuti.

Le attrazioni nei dintorni di Jaén

A seconda dell’itinerario che intendi fare, può risultarti comodo fermarti anche in alcuni dei paesini vicini a Jaén durante il viaggio, prima o dopo la visita della città. Ce ne sono alcuni che meritano davvero una tappa.

La Guardia de Jaén

La Guardia de Jaén

La Guardia de Jaén si trova a sud-est della città, lungo la strada che porta verso Granada, e il nome di questo paese fa intuire anche il suo significato storico. Si trova infatti in una posizione strategica in cima a una collina, che permetteva di essere un ottimo punto d’osservazione. A meritare una visita è soprattutto il suo castello di epoca islamica e poi riconvertito in un bastione di difesa rivolto al confine del territorio di Granada. Venne poi in parte distrutto dalle truppe napoleoniche nel 1812, ma oggi è stato restaurato e reso visitabile. A prescindere dalla visita interna, è molto scenografico per la posizione in cui sorge.

Torredonjimeno

Torredonjimeno - palazzo del municipio
Palazzo del municipio di Torredonjimeno

Un altro paese che merita una tappa nei dintorni di Jaén è Torredonjimeno. Si trova lungo la strada fra Jaén e Cordova e se ti sposti fra queste due città ti consiglio vivamente di farci una sosta. Tra i luoghi imperdibili ci sono lo storico palazzo del municipio, risalente al 1600, e il castello, realizzato tra la fine del XI e l’inizio del XII secolo dagli arabi, come fortezza a protezione degli agricoltori e allevatori della zona, che erano a rischio sia per i conflitti interni sia per l’avanzata degli eserciti cristiani. Il Castillo de Torredonjimeno subì importanti modifiche architettoniche a metà del XIII secolo, diventando a pianta rettangolare e vedendo l’aggiunta delle torri circolari; la cinta muraria esterna invece arrivò un po’ dopo.

Una parte della fortezza venne demolita sotto Carlo V, che nel 1526 autorizzò l’utilizzo delle pietre delle mura per costruire la chiesa di Santa Maria. Quando non era più usato per funzioni militari, il castello venne trasformato in una residenza signorile dalla famiglia Guzmán, che aggiunse anche due cortili e una serie di abbellimenti e decorazioni in stile mudéjar. Altre demolizioni vennero fatte nel corso del XVIII secolo e soltanto nella seconda metà del Novecento venne ceduto al comune e restaurato per diventare un bene pubblico. Oggi il castello ospita all’interno il centro di interpretazione del tesoro visigoto, che venne scoperto per caso ai primi del 1900 e che è considerato il secondo patrimonio visigoto più importante della Penisola iberica dopo quello di Guarrazar (vicino a Toledo).

Via verde del aceite

Via verde del aceite Jaen
Via verde del aceite: uno dei viadotti attraversati

La Via verde del aceite (strada verde dell’olio) è un percorso cicloturistico di 128 km che collega Jaén a Puente Genil, realizzato sopra ad una delle vecchie ferrovie che un tempo erano usate per trasportare l’olio da questa regione verso altre zone della Spagna. Il servizio ferroviario chiuse nel 1985 e negli anni successivi venne pensata la sua riconversione in itinerario turistico. Oggi si presenta come un percorso quasi completamente sterrato, alternato da 13 viadotti in ferro risalenti al 1800. Compiendolo (tutto o in parte) in bicicletta, ci si immerge in un paesaggio affascinante e si toccano diversi piccoli paesi caratteristici. A Jaén ci sono diversi noleggi di biciclette, per cui se hai tempo e voglia, puoi dedicare una giornata o due a questo iconico percorso.

Úbeda e Baeza

A circa 50 chilometri da Jaén ci sono due cittadine che sono state dichiarate insieme come patrimonio dell’umanità UNESCO, per i loro centri storici che preservano in maniera eccellente le architetture del rinascimento spagnolo. Sto parlando di Úbeda e Baeza, visitabili facilmente in una giornata dato che si trovano a breve distanza l’una dall’altra, ma entrambe davvero ricche di cose da vedere. Volendo è anche possibile partecipare ad un tour guidato da Jaén per visitarle entrambe.

Autore: Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Ho vissuto un periodo in Spagna (Madrid e Granada) e girato quasi tutta l'Europa zaino in spalla. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita ne racconto qualcosa anche sul mio blog

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